Maria | 27/08/22 | 0 Comments

Universalia

Il nuovo libro della Regina della Gerusalemme Celeste. Una ricostruzione storica delle origini e delle realtà ultime: dalla logica della Creazione fino al messianismo escatologico dell’Apocalisse della predestinazione finale dei beni per una società sana e una concreta speranza di Pace.

È un testo di indubbia complessità e originalità, ricco di riferimenti ai testi sacri, di citazioni psicologiche, teologiche , filosofiche e scientifiche, che affronta il tema fondamentale del rapporto tra scienza e fede e che culmina nella realtà ultima dell’umano e del mondo e quindi nell’evento epocale della splendida prospettiva storica dell’Apocalisse in cui regnerà la pace tra le nazioni e il male sarà estirpato, quindi nell’orizzonte di una concreta utopia che poggia solide basi su una nuova spiritualità voluta dal cielo che sia al passo con i tempi.. Ci vorrà tempo e convergenza per tale meta ma un’altra realtà già si è profilata, una realtà fatta di coscienza e consapevolezza, libertà e senso di responsabilità verso se stessi e il prossimo.

Il discorso prende abbrivio dall’importanza del credo in Cristo alieno che si realizza ontologicamente nell’uomo a partire dalla dimensione cosmica della fede, quale motore trainante del singolo e della società verso un orizzonte di amore, depurato dai mali millenari che hanno afflitto l’umanità, grazie alla scoperta rivoluzionaria della quinta dimensione cosmica che è la dimensione razionale della vera fede scientifica. Il testo prende abbrivio dai principi etici del Cristo, le neuroscienze, la fisica quantistica e la vita dopo la vita, la creazione dell’Universo e della vta e la sua perpetuazione , ma sempre garantendo l’autenticità e i principi etici innati delle persone sane.

Il modello è Gesù cui è dedicato l’occhiello d’apertura del libro e l’invocazione finale che risolve i problemi gnoseologici ed epistemologici della scienza con il sillogismo aristotelico, grazie anche a segreti quantistici tramandati dall’Arca dell’Alleanza di Re Davide, che era la tecnologia extraterrestre più avanzata dell’Universo per battere i nemici, dal quale discendo, e all’interpretazione critica della storia e dell’Universo attraverso la Rivelazione, che a fronte della realtà consente di approdare ad una legge della gravità quantistica, ovvero alla conoscenza di tutto il Cosmo, alla logica della Creazione e alla mente di Dio ed i Suoi disegni.

Non si tratta di un astratto discorso su tematiche bibliche e filosofiche. Il testo biblico è matrice originaria e fonte di ispirazione dovuto all’azione divina della Rivelazione dalla quale si evince il Multiverso che fa trascendere lo spaziotempo , che è uno spartiacque della storia dell’Universo e della sua creazione esterna all’uomo, quindi delle origini della vita che dà luogo a un nuovo paradigma inusuale per la scienza e semplicemente splendido.

L’Uno cosmico che, coniugato a una visione filosofica critica e a fondamenti scientifici, consente di dare origine, con la conoscenza integrale dell’Universo, ad un nuovo paradigma razionale e massimalista, incastonato alla perfezione nelle profezie bibliche, preludio di un nuovo mondo e di una nuova umanità salvata dalla radiosa stella dell’Era Cosmica il Cristo Gesù. Il testo abbrevierà questi tempi storici angosciosi, come profetizzato e voluto da un Bene superiore che ha tessuto un Intelligent Design da prima della fondazione del mondo suggellandolo in Cristo.

Una visione dell’evoluzione umana, che non a caso definisco escatologica, che fonde elementi psicologici, religiosi, filosofici, scientifici, metafisici e artistici, descrivendo la realtà ultima dell’uomo e del mondo: un viaggio nell’Universo di Cristo e delle civiltà cosmiche creatrici che dona strumenti e consapevolezza che potrebbero rendermi atea per i religiosi e religiosa per gli atei

Il lettore assestato di pace, giustizia e verità resterà stupito del felice connubio tra fisica quantistica, relatività generale e inconscio collettivo che si fondono nell’Infinito e non resterà deluso.

La realtà è frutto della nostra mente?

La fisica quantistica suggerisce che la realtà così come la avvertiamo non è altro che una costruzione delle nostre menti. Scopriamo di più su questa interessante ipotesi.

La realtà è frutto della nostra mente?

Fino a non molto tempo fa, l’idea che la coscienza potesse derivare dalla confluenza di componenti della realtà fisica è stata associata più alla magia medievale che alla scienza rigorosa. Ma la scienza quantistica, attraverso i suoi esperimenti, ci rivela che la realtà che avvertiamo dipende da come la osserviamo.

Tale ipotesi sembra mettere in discussione la natura della realtà in cui crediamo di muoverci, e suggerisce che la coscienza influenza la materia. È infatti possibile che la stessa coscienza determini per noi gli elementi fisici della nostra realtà e non il contrario, come era concepito tradizionalmente.

Ipotesi della fisica quantistica

Uno degli aspetti più curiosi e affascinanti messi in luce dalla fisica quantistica è la possibilità che la realtà che avvertiamo sia il prodotto della nostra personale percezione. In altre parole, è possibile che la realtà non esista finché non si osserva.

Si potrebbe dunque dire che l’osservatore influenza ciò che osserva. Quando si misura il comportamento di una particella tramite la sua osservazione, si sta influenzando il suo stato naturale e la misurazione potrebbe non essere accurata.

Ne consegue che osservando il comportamento della luce, verificheremo che si comporterà come una particella fisica o fotone se si smette di osservarlo, oppure come un’onda che viaggia nello spazio se tale osservazione non avviene in un momento discreto del tempo. Questa dualità onda-corpuscolo costituisce una delle basi della nostra conoscenza quantistica.

I salti quantici, i cambiamenti improvvisi dello stato fisico di un sistema praticamente istantanei sono fenomeni che possono essere riscontrati anche in posti comuni come il nostro bar preferito e il supermercato di quartiere.

Uomo con gli occhiali che pensa.

La realtà che avvertiamo è il prodotto della nostra percezione?

La possibilità che il mondo che vediamo e sentiamo sia prodotto dalla nostra percezione di esso è, per molti, un dibattito tanto complicato quanto interessante. Sono in gioco molte credenze e postulati scientifici classici.

Si cela una filosofia sorprendente dietro queste osservazioni scientifiche: i fenomeni fisici si manifestano in diversi modi a seconda dell’atto del misurare tramite cui si osservano. E fino a quando questi fenomeni non vengono misurati, finché non li osserviamo, sembrano rimanere in una sorta di stato di indefinitezza che sfida la logica così come gli esseri umani la concepiscono.

In questo stato di indefinitezza quantistica, i fenomeni fisici sono e non sono, sono vivi e morti, sono onde e particelle. In altre parole: non esistono e sono tutto allo stesso tempo.

Questa nozione così tipica della fisica quantistica ha avuto dimostrazione sperimentale in più di un’occasione. Il principio rivoluzionario della concezione della realtà corrisponderebbe, in altre parole, col fatto che in qualche modo la realtà non esiste finché non la misuriamo. Almeno non la realtà su scala quantistica che, sebbene minuscola, è il livello minimo a cui si riduce la materia che compone tutte le cose nell’universo.

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